Il Conciliatore

Articolo 9

Il conciliatore non decide la controversia, ma aiuta le parti a trovare un accordo soddisfacente per i loro interessi.

La nomina del conciliatore è fatta dal Coordinatore sulla base dell’indicazione congiunta delle parti o, in difetto, sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio Direttivo, nell’ambito di un’apposita lista di nominativi, formata da Avvocati appartenenti all’Ordine di Ancona sulla base di standard minimi di accreditamento previsti dal d.to n. 28/2010 e dai successivi decreti attuativi.

L’inserimento, nella suddetta lista, degli avvocati che ne facciano richiesta, compete al Coordinatore sulla base dei requisiti previsti dal presente regolamento.

Il Consiglio provvederà con delibera ad individuare la procedura di nomina dei conciliatori.. Il Coordinatore può concordare con il conciliatore l’individuazione di un coadiutore del conciliatore, con il consenso delle parti e senza aggravio di spese per le medesime.

Il conciliatore si impegna a rispettare le norme di comportamento allegate al presente regolamento (Allegato A), garantendo, in particolare, la propria indipendenza, neutralità ed imparzialità rispetto alle parti in lite ed all’oggetto della controversia; a tal fine, contestualmente all'accettazione dell'incarico, il conciliatore deve sottoscrivere una dichiarazione di imparzialità e deve dichiarare per iscritto alla Camera qualsiasi circostanza che possa mettere in dubbio la sua indipendenza, neutralità o imparzialità. Parimenti, egli deve comunicare qualsiasi circostanza intervenuta successivamente che possa avere il medesimo effetto o gli impedisca di svolgere adeguatamente le proprie funzioni. In ogni caso, le parti possono richiedere al Coordinatore, in base a giustificati motivi, la sostituzione del conciliatore nominato, nonché proporre domanda di ricusazione al Consiglio Direttivo nei casi disciplinati dall’art. 51 c.p.c.. Costituisce comunque motivo di incompatibilità la presenza nello studio del conciliatore di colleghi che risultino difensori di una delle parti.

Accettato il mandato, il conciliatore non può rinunciarvi se non per gravi motivi.

La sostituzione del conciliatore, che per qualunque motivo fosse impossibilitato a svolgere la sua funzione, deve avvenire a cura del Coordinatore nel tempo più breve possibile.

Il conciliatore non potrà comunque svolgere in seguito, tra le stesse parti e in merito alla stessa controversia, funzioni di difensore o di arbitro. La violazione di questa norma costituisce illecito disciplinare e, comunque, porterà il suddetto conciliatore ad essere sospeso dalla conciliazione per anni uno.

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